itSiracusa

ARTE MITI E LEGGENDE MONUMENTI STORIE

Parco nella Neapolis, ecco il progetto dell’artista Saraceno

Il progetto saraceno nell'Ara Ierone © Regione Siciliana Ph.giuseppe Mineo (4)

Un progetto multimediale creato appositamente per l’Area monumentale del Parco della Neapolis di Siracusa. A proporlo è Tomás Saraceno, artista argentino di origine italiana che vive e lavora a Berlino. Saraceno è considerato uno dei maggiori protagonisti della scena artistica contemporanea internazionale. L’artista è anche uno dei più influenti attivisti per la salvaguardia del pianeta. Attraverso le sue opere, si cercano i modi dominanti di vivere e percepire l’ambiente. Il progetto di Saraceno è per la città.

L’artista italo-argentino nella mostra-progetto AnarcoAracnoAnacro lavorerà su uno dei più importanti complessi archeologici del Mediterraneo con una superficie di circa 240.000 metri quadrati che comprende il Teatro greco e il cosiddetto Santuario di Apollo Temenite. Ma anche l’Ara di Ierone II, l’Anfiteatro romano, le latomie del Paradiso, Intagliatella e Santa Venera, fino alla cosiddetta Tomba di Archimede.

Anfiteatro Romano Sr © Regione Siciliana Ph.giuseppe Mineo
L’Anfiteatro romano (Ufficio stampa Civita Sicilia)

Parco della Neapolis, il progetto narrativo di Saraceno fino a fine gennaio

Dal domani e fino al 30 gennaio 2022, i tradizionali percorsi archeologici della Neapolis saranno attraversati e intercettati dal percorso narrativo sperimentale di Saraceno. Composta da diversi capitoli, dislocati in numerosi punti distanti tra loro, la mostra costruisce un proprio mondo sensoriale e semiotico, evolvendo come una vera e propria forma di vita nel corso dei mesi. Archeologia, ecologia, aracnomanzia, arte e attivismo sociale dialogheranno, tessendo nuove poetiche visive.

La mostra-progetto, a cura di Paolo Falcone, è promossa dalla Regione Siciliana, dal Parco Archeologico e Paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai. È prodotta e organizzata da Civita Sicilia in collaborazione con Studio Tomás Saraceno e Inda.

L’artista italo-argentino reinterpreterà i miti nell’area della Neapolis

L’esposizione è concepita come un dispositivo narrativo volto a moltiplicare le storie raccontate dal sito archeologico. Ci si interroga sulla centralità della storia umana e in particolare su quella dell’Occidente, che trova il suo momento fondativo proprio nell’epoca classica.

La ragnatela, l’aracnomanzia, l’evocazione e la reinterpretazione dei miti, così come il concetto di metamorfosi diventano concetti guida per ripensare e riscoprire l’intreccio di forme di vita, linee temporali e reti simbiopoietiche . Si anima quindi l’Area, così portando l’attenzione del pubblico a rivolgersi a coloro che l’hanno abitata per milioni di anni: come le 46 specie di ragni che sono state ritrovate all’interno. Il progetto di Saraceno da visitare.

Il progetto espositivo di Tomas Saraceno: dagli stati dell’acqua all’aracnophilia

Stati dell’acqua è una scultura che assomiglia alla struttura molecolare della schiuma di Weaire-Phelan, collocata nella latomia dell’Intagliatella, aperta al pubblico per la prima volta nella storia in occasione dell’inaugurazione della mostra.

Piante, arbusti e rovi della macchia mediterranea si annidano nelle rovine di un tempo umano remoto. Ci si riappropria della latomia, incontrando la scultura, e trasportandoci verso un futuro post antropocenico. La scultura evoca la funzione delle nuvole come vitali interlocutrici tra la terra, l’atmosfera e il sole.

Sopra la cosiddetta tomba di Archimede si libra l’installazione in realtà aumentata Floating at the bottom of ocean of air, che disegna aeroglifi, tracce di una collaborazione creativa con l’atmosfera. Ogni Aeroglyph costruisce uno slancio per la reinvenzione dei nostri immaginari ambientali. Ci si ricorda così che l’aria appartiene a tutti e non deve dipendere da nessun tipo di sovranità.

Tomba Archimede © Regione Siciliana Ph.giuseppe Mineo
La presunta tomba di Archimede (Ufficio Stampa Civita Sicilia)

Un “ragno pavone” si alza dall’Anfiteatro e inizia a danzare…

From Aracnophobia to Aracnophilia, progetto di Tomás Saraceno con Arachnophilia, con il supporto di Acute Art, è un esperimento di biodiversità e tecnodiversità (termine coniato dallo scrittore e filosofo Yuk Hui) verso una vera Realtà Aumentata. Un ragno pavone di proporzioni gigantesche si alza dal fondo dell’Anfiteatro romano e danza come uno spirito ancestrale. Un “trickster” che si prende gioco delle paure umane nei confronti dei ragni e di altre forme di vita e e condanna la violenza passata e presente a cui abbiamo sottoposto altre specie.

Le pratiche divinatorie Mambila del Camerun incontrano l’aracnologia nell’installazione mobile e dispersa Arachnomancy, che offre letture oracolari e incontri invertebrati. Secoli dopo, i tessitori di oggi, impegnati a formare ecologie aracnidi all’interno del parco, attivano una ricerca collettiva.

Guidati dai suggerimenti della comunità dell’aracnofilia e dalle Carte dell’aracnomanzia, i visitatori saranno condotti in un tour dell’Area. Da considerare che i loro incontri saranno mediati dalle conoscenze scientifiche e dalle narrazioni divinatorie delle ragna/tele, che abitano l’Area da prima dell’uomo.

Le foto fornite dall’ufficio stampa sono di Giuseppe Mineo

Parco nella Neapolis, ecco il progetto dell’artista Saraceno ultima modifica: 2021-07-28T07:41:41+02:00 da Francesco Gallo

Commenti

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
To Top
1
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x