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Chiesa del Sepolcro di Santa Lucia, gioiello barocco

Sepolcro

Nel cuore della Borgata di Siracusa, accanto alla Basilica Santuario di Santa Lucia Extra Moenia, sorge la Chiesa del Sepolcro, un vero gioiello dell’architettura barocca. Tappa fondamentale per i pellegrini, essa custodisce i resti della tomba della martire siracusana. Il corpo di Lucia sarebbe rimasto custodito in questo luogo almeno fino all’XI secolo, quando il generale bizantino Giorgio Maniace, lo condusse a Costantinopoli per proteggerlo dalla minaccia delle incursioni islamiche.

Ciò che colpisce a prima vista il visitatore, è che questa Chiesa a pianta ottagonale, è letteralmente incassata all’interno di una profonda trincea. Si accede ad essa tramite due ampie scalinate che convergono verso i grandi portali in basso. Quella che la tradizione vuole essere la tomba di Lucia, oggi è visibile all’interno di una nicchia posizionata dietro l’altare ma, originariamente, faceva parte delle complesso delle catacombe che si estendono ancora oggi sotto il sagrato della Basilica ed attorno alla Chiesa “ottagona”. Ecco spiegato il motivo per cui il tempietto si trova ad un livello più basso rispetto al piano di calpestio della piazza sovrastante.

Portalidingresso
Uno dei portali d’ingresso e la trincea

Quando si decretò la costruzione dell’edificio, molto probabilmente la tomba era già stata isolata e inglobata all’interno di una precedente chiesa dedicata a Sant’Agata. La costruzione del tempietto portò alla demolizione ulteriore delle aree circostanti della catacomba. La tomba in questione venne protetta da un muro, sul quale si trova un affresco, purtroppo evanescente, che dovrebbe rappresentare Santa Lucia (si intravede sulla sinistra il volto velato di una donna).

Un architetto spagnolo al “servizio” di Siracusa per il sepolcro

Ideatore del progetto della Chiesa del Sepolcro, fu l’architetto spagnolo Giovanni Vermexio. Siamo nel primo ventennio del XVII secolo quando la città di Siracusa vide un forte incremento dell’attività edilizia. Vermexio era già stato incaricato di progettare altri edifici importanti come ad esempio la Chiesa di San Filippo Neri (in via Vittorio Veneto in Ortigia) e, non ultimo, il Palazzo del Senato sito in piazza Duomo (attuale sede del Comune).

Nel 1629, in contemporanea con i lavori di costruzione di quest’ultimo, iniziarono anche quelli relativi alla Chiesa del Sepolcro. Per l’occasione, il Senato stanziò una cifra di 800 onze che però non fu sufficiente a coprire tutte le spese. Si istituì quindi una vera e propria “Opera del Sepolcro”, presso cui ogni cittadino poteva liberamente offrire del denaro. Tanta fu la partecipazione, soprattutto delle classi sociali più abbienti che fecero a gara a chi offriva di più. Fra le personalità più in vista, ricordiamo anche Francesco Arezzo Barone della Targia.

L’intervento del Governo Regio Spagnolo per il progetto del sepolcro

Il progetto originario era molto ambizioso e prevedeva una struttura a pianta ottagonale a tre ordini. Esso, però, dovette subire delle modifiche a causa dell’intervento del Governo Regio Spagnolo. Un decreto stabilì, infatti, i limiti di altezza per la costruzione di nuovi edifici, soprattutto per quelli che si trovavano al di fuori del centro abitato di Ortigia, protetta dai poderosi bastioni spagnoli. Ebbene, secondo il Governo Regio, la Chiesa del Sepolcro nel suo progetto originale, avrebbe potuto essere un bersaglio troppo evidente per i nemici che arrivavano dal mare. A fronte di ciò venne completato solo il primo ordine.

La Chiesa è addossata alla trincea nella parte retrostante (che da su via Bignami). Le pareti libere presentano una decorazione architettonica creata secondo la prospettiva di chi guarda dal sagrato della limitrofa Basilica. Le due pareti con i portali di accesso ed i sovrastanti finestroni, si alternano alle due pareti che presentano delle grandi nicchie incorniciate. Queste avrebbero dovuto contenere delle statue commissionate nel 1634 a Gregorio Tedeschi. L’insieme della decorazione esterna è scandito da una successione di paraste (colonne piatte addossate alle pareti) le quali sono sormontate da capitelli di chiaro gusto barocco.

Se ad un primo sguardo sembrano in stile corinzio, con volute e foglie d’acanto, un occhio più attento noterà invece trattarsi di mascheroni con facce grottesche che si alternano a conchiglie, perle e volute, magnifica espressione del barocco siciliano. Sopra i due portali di ingresso si trova anche la bellissima decorazione scolpita con i simboli del martirio di Santa Lucia: attorniata da festoni, troneggia la corona che racchiude una coppia di palme ed un pugnale.

Capitelli Sepolcro
Un particolare dei capitelli con i mascheroni

Un nuovo progetto “sostituisce” l’originale

In base al progetto originale, il secondo ordine avrebbe dovuto avere una composizione simile al primo. Mentre il terzo ed ultimo livello doveva culminare con una lanterna che sormontava la cupola. Questa era scandita all’esterno, da una serie di scalinate degradanti. Come detto, gli ultimi due livelli non si portarono al termine e al loro posto si costruì una semplice copertura con otto pareti lisce in cui si alternano finestrelle di differenti forme geometriche. Al posto della lanterna, si optò per un semplice tetto a spiovente ricoperto da tegole, sormontato da una spartana croce di ferro. Siamo ben lontani dall’opulenza del progetto originario!

Progettooriginale
Il progetto originale della Chiesa del Sepolcro

L’interno del tempietto ricalca la struttura ottagonale esterna. Nella parete di fondo, proprio dinnanzi alla nicchia che racchiude i resti del Sacro Sepolcro, si trova l’altare\teca moderno che ospita la statua di Santa Lucia, opera di Gregorio Tedeschi. Mentre alla fine del XIX secolo, risale il retroaltare posizionato in sostituzione dell’originale altare barocco in marmi policromi. Esso è stato restaurato di recente e rimontato nella parete di fronte. La nicchia del Sepolcro contiene ancora una lastrina bizantino-medievale che reca scolpiti in altorilievo tre animali, simbolo di Lucia: il grifone che rappresenta l’incorruttibilità, la colomba la purezza ed il leone il coraggio.

Santalucia
L’altare con dietro la nicchia del Sepolcro

Le due pareti a destra e a sinistra del Sepolcro presentano due piccole porticine. Quella di destra conduce ad una minuscola sacrestia mentre quella di sinistra conduce alla lunga galleria sotterranea che risale fino alla Basilica. A metà della galleria si trova l’attuale ingresso alla Catacomba.

La lucertola “motivo firma” dell’architetto Vermexio

Per concludere una piccola curiosità, l‘architetto Vermexio usava “firmare” le sue opere con una lucertola che faceva scolpire fra le decorazioni dell’edificio. Si tratta di un epiteto affibbiatogli a causa della sua statura ed eccessiva magrezza. Ebbene se alzate gli occhi potete notare all’angolo destro del cornicione del Palazzo del Senato proprio una lucertola scolpita. La stessa è presente sulla facciata della Chiesa di San Filippo Neri. Nelle pareti della Chiesa del Sepolcro non sembra essere presente o forse è abilmente camuffata. Un motivo in più per andare a visitare questo gioiello dell’architettura barocca e chissà che non riusciate a trovare la “firma” di Giovanni Vermexio!

Chiesa del Sepolcro di Santa Lucia, gioiello barocco ultima modifica: 2021-05-20T09:04:00+02:00 da Francesco Gallo

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