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Teocrito, la poesia come espressione nella Siracusa antica

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Teocrito: poeta innovatore della Siracusa antica

Nell’antichità Siracusa godeva di un certo prestigio, dovuto anche ad alcuni tiranni che la governarono. Varie forme del sapere e della conoscenza trovavano dispiegamento nella città: filosofia, scienza, teatro, retorica, poesia. Rispetto a quest’ultima. Teocrito è un autore che diede tanta dimostrazione del suo estro creativo attraverso quest’arte. Una figura che vale la pena trattare.

Biografia di un poeta siracusano

Poco si conosce rispetto alla vita di Teocrito. I biografi, nel tempo, hanno cercato di attingere dalle sue stesse opere informazioni utili al riguardo. In un idillio si ricava che Teocrito nacque a Siracusa intorno al 315 a.C. Si evince, da altri idilli, che il poeta tentò di far parte della corte di Gerone, tessendone le lodi. Ma questo fallì e così Teocrito iniziò il suo peregrinare fuori la Sicilia. Si recò in Grecia e poi ad Alessandria. Le fonti, infatti, riportano che il soggiorno egizio avvenne tra il 274 a.C. e il 270 a.C. All’epoca Alessandria d’Egitto viveva un vivace dibattito letterario. Teocrito sosteneva una nuova concezione della letteratura e della poesia, più innovativa. Si riteneva che i componimenti poetici dovessero essere più brevi e formali. Probabilmente negli ultimi anni di vita Teocrito continuò a viaggiare; si evince che la data di morte sia avvenuta attorno al 260 a.C.

Il rapporto di Teocrito con la poesia
La poesia, per Teocrito, come forma dispiegatrice del sapere. Fonte foto Wikipedia Allegoria della Poesia, definita Numine Afflatur, ovvero «è ispirata da Dio» Raphael – File:Stanza della segnatura, soffitto 06 poesia.JPG CC BY 3.0

Opere di Teocrito

Una consistente produzione del poeta è giunta ai giorni nostri. L’enciclopedia Suda gli attribuisce una serie di poemetti, inni, elegie, epigrammi. Ma la produzione più importante, in cui Teocrito espresse tutta la sua vena artistica corrisponde agli idilli. Essi sono componimenti brevi principalmente di argomento bucolico, ma sussistono pure riferimenti alla mitologia e alla vita personale. A Teocrito sono attribuiti 25 epigrammi, tramandati attraverso l’Antologia Palatina. Sono principalmente funebri e dedicatori. Sempre nella medesima raccolta figura la Zampogna, componimento peculiare per via della forma dei versi, disposti a coppie. Un indovinello con giochi di parole.

Poetica ed eredità lasciata dal rimatore

Teocrito, dalla sua produzione, risulta meno artificioso e più spontaneo. Descrivendo la realtà contadina, vuol esprimere la genuinità dei sentimenti che ancora persisteva in quel contesto. La vita urbana, infatti, secondo quanto traspare dai versi del poeta, affievolisce questa dimensione. Per Teocrito la natura, con la sua pace e quiete, può far emergere la semplicità nella vita e ciò che di più di autentico c’è, i sentimenti per l’appunto. Una concezione dell’esistenza tendente al fanciullino, di pascoliana memoria. Virgilio, nello scrivere le Bucoliche, si ispirò al poeta siracusano, cambiandone forma e presentazione.

Teocrito è stato un rimatore che contribuì a rinnovare la sua arte. Nei suoi componimenti cercò di uscire dagli schemi classici che ai tempi si rifacevano allo stile di Omero. Il poeta siracusano può essere considerato un genio, poiché richiamava ciò che di buono c’era nelle prime civiltà, quelle rurali, e al contempo avallava l’idea di innovare la poesia. Altra figura siracusana da ricordare più spesso.

Teocrito, la poesia come espressione nella Siracusa antica ultima modifica: 2021-08-04T09:00:00+02:00 da Angela Strano

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